lundi 17 août 2026

Povera Sant'Agata e povera Catania!

Abbiamo tutti davanti agli occhi l'immagine di ieri in cui il cardinale Renna porge al sindaco della città metropolitana di Catania un cranio, che sarebbe quello di Sant'Agata.

Il sindaco "coglie il cranio al balzo" e si spinge financo a baciarlo "sulle labbra" .



Faccio una doverosa premessa, sono ateo ed il motto a cui cerco di  improntare la mia esistenza é quello del filosofo Immanuel Kant "il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me".

A fronte delle innumerevoli "disgrazie" estive della città metropolitana di Catania (chiusura per ceneri vulcaniche dell'aereoporto di Fontanarossa e conseguente diversione/annullamento dei voli, con migliaia e migliaia di turisti e di siciliani impossibilitati a spostarsi nonché abbandonati da tutte le autorità isolane al loro triste destino, senza né scuse né rimborsi; incendi dolosi che continiano a consumare a go-go quel poco di manto verde che ancora resta sull'Isola; fogne che si ostinano, imperterrite, a debordare nel Mar Nostrum; cumuli di rifiuti solidi urbani in bella e maleodorante mostra lungo le strade) questo bacio di Trantino sulle labbra di Sant'Agata, appare come un'immonda operazione mediatica, volta a focalizzare l'attenzione sul personaggio e non sulla Santuzza.

Inoltre, il sindaco , soprattutto quando é cinto della fascia tricolore, rappresenta uno Stato laico e dovrebbe quindi astenersi di aderire a qualsiasi manifestazione a carattere religioso, che sia di rito cattolico, ebraico e islamico.

Altrimenti Trantino, cosi' come ha partecipato alla ricorrenza di S. Agata, dovrebbe partecipare alla fine del digiuno del Ramadan, visto che in città e Provincia esistono numerose comunità musulmane!

Infatti Trantino, già in fondo alla classifica di gradimento dei sindaci italiani, con quel bacio, ha voluto sviare l'attenzione dell'opinione pubblica  dalle concrete preoccupazioni quotidiane della città metropolitana di Catania, che dovrebbe amministrare, creando invece ad hoc un polverone mediatico, il quale dura pero' soltanto lo spazio di un mattino, mentre i problemi opprimenti i catanesi perdurano e si ingigantiscono.

Che pena per Sant'Agata, che pena per Catania!

dimanche 16 août 2026

Una regione come quella siciliana , che non sa tutelare capolavori unici al mondo, merita il commissariamento!


 Chi di voi ha già visitato il Museo regionale di Messina (MUME) o museo Accascina, dal nome di Maria Accascina, emerita storica dell'arte e prima direttrice dal 1949 al  1963, alzi la mano.

Ero avvezzo frequentare  questo splendido museo, rigoglioso di capolavori d'arte, già prima della sistemazione antisismica, ma ad ogni visita constatavo come il museo fosse costantemente e tristemente vuoto, nonostante le incredibili opere contenute.

Mi é stato spiegato da professionisti del settore turistico che il MUME, a differenza della Villa del Casale Di Piazza Armerina o della valle dei Templi ad Agrigento, non ha mai fatto parte dei circuiti siciliani praticati dai tour operators.

Eppure le collezioni contenutevi sono incredibili: basti pensare che il Museo Accascina racchiude ben DUE opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio (L'adorazione dei pastori e la Resurrezione di Lazzaro), allestite in una speciale saletta; e poi le grandiosi sculture del Montorsoli: l'imponente Nettuno e il terrificante mostro Scilla.

Poi vi ERANO le opere di Antonello da Messina, salvate già miracolosamente dalla furia del terremoto e maremoto del 1908, tra cui il Polittico di San Gregorio ( oggi in cattive condizioni, probabilmente a causa dello stato del supporto ligneo)  e la tavoletta bifronte della Madonna ed il Cristo in Pietà (custodita in una teca blindata).

La notizia é arrivata stamane come una bomba: dei turisti avrebbero visto dei quadri all'esterno del museo e allertato le forze dell'ordine, senza che l'allarme del museo fosse scattato!

Allarme del MUME che non si sarebbe messo in funzione nonostante il museo ne fosse dotato e sotto vigilanza di un servizio di metronotte!

Apprendiamo che i ladri avrebbero sottratto tre delle cinque tavole del Polittico e la tavoletta bifronte della Madonna ed il Cristo in pietà.

Opere invendibili anche sul mercato clandestino dell'arte, talmente sono conosciute.

Di conseguenza si tratta di un furto su commissione, di un anonimo farabutto , il quale invece di recarsi come noi, comuni mortali, in un pubblico museo per visionarvi le opere d'arte , le ha volute sottrarre alla fruizione universale, per l'indegno privilegio dei propri esclusivi occhi!

Non é il primo gravissimo furto d'arte che la Regione siciliana subisce.



Forse, vista la data remota, pochi ricorderanno il clamoroso, tristissimo furto del 17 Ottobre 1969 all'Oratorio di San Lorenzo a Palermo della Natività, con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi, del Caravaggio, spoliazione effettuata da Cosa Nostra e capolavoro mai ritrovato.

Un'altra opera trafugata, ma questa in silenzio, dai tombaroli attivi su tutta l'isola, é stata la Venere di Morgantina, esportata illicitamente dapprima in Svizzera e comprata poi incautamente dal Paul Getty  Museum di Malibù per 18 milioni di dollari.



Il contenzioso successivo a questa increscioso trafugamento si é risolto positivamente con la restituzione, nel 17 marzo 2011 della Venere e la sua collocazione a partire dal maggio 2011 nel convento dei frati francescani di Aidone.

Innumerevoli sottrazioni illecite di tesori d'arte, sono spesso terminate nell'oblio e nessuno sembra aver pagato per queste perdite incommensurabili!

Per ritornare ai furti delle opere inestimabili di Antonello a Messina, di fronte alle "inefficienze" del Museo Accascina, appaioniono quanto mai doverose le dimissioni di chi non ha vigilato su questo patrimonio, e cioé , in primo luogo,  l'Architetto Maria Marcurio, direttrice del Museo, per non avere disposto un sistema adeguato di sorveglianza e vigilanza, ed in seguito dell'assessore alla cultura ed al turismo della città metropolitana di Messina, Vincenzo Caruso e poi dell'assessore regionale alla cultura ed all'identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, questi ultimi per responsabilità politica.

Onori ed oneri vanno irrimediabilmente assieme ed é ora che in quest'isola martoriata qualcuno paghi per le proprie responsabilità!

Viste le gravi inadempienze dell'amministrazione regionale in campi cosi' disparati, dalla sanità, alla gestione delle infrastrutture (come la recentissima "emergenza Etna" che ha sconvolto la mobilità isolana a seguito della chiusura dell'aereoporto di Catania per cenere vulcanica) ed adesso nella gestione museale, sarebbe probabilmente opportuno commissariare la Regione Sicilia .

Ma chi gestirebbe tale commissariamento della regione siciliana? Il governo Meloni???