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dimanche 16 août 2026

Una regione come quella siciliana , che non sa tutelare capolavori unici al mondo, merita il commissariamento!


 Chi di voi ha già visitato il Museo regionale di Messina (MUME) o museo Accascina, dal nome di Maria Accascina, emerita storica dell'arte e prima direttrice dal 1949 al  1963, alzi la mano.

Ero avvezzo frequentare  questo splendido museo, rigoglioso di capolavori d'arte, già prima della sistemazione antisismica, ma ad ogni visita constatavo come il museo fosse costantemente e tristemente vuoto, nonostante le incredibili opere contenute.

Mi é stato spiegato da professionisti del settore turistico che il MUME, a differenza della Villa del Casale Di Piazza Armerina o della valle dei Templi ad Agrigento, non ha mai fatto parte dei circuiti siciliani praticati dai tour operators.

Eppure le collezioni contenutevi sono incredibili: basti pensare che il Museo Accascina racchiude ben DUE opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio (L'adorazione dei pastori e la Resurrezione di Lazzaro), allestite in una speciale saletta; e poi le grandiosi sculture del Montorsoli: l'imponente Nettuno e il terrificante mostro Scilla.

Poi vi ERANO le opere di Antonello da Messina, salvate già miracolosamente dalla furia del terremoto e maremoto del 1908, tra cui il Polittico di San Gregorio ( oggi in cattive condizioni, probabilmente a causa dello stato del supporto ligneo)  e la tavoletta bifronte della Madonna ed il Cristo in Pietà (custodita in una teca blindata).

La notizia é arrivata stamane come una bomba: dei turisti avrebbero visto dei quadri all'esterno del museo e allertato le forze dell'ordine, senza che l'allarme del museo fosse scattato!

Allarme del MUME che non si sarebbe messo in funzione nonostante il museo ne fosse dotato e sotto vigilanza di un servizio di metronotte!

Apprendiamo che i ladri avrebbero sottratto tre delle cinque tavole del Polittico e la tavoletta bifronte della Madonna ed il Cristo in pietà.

Opere invendibili anche sul mercato clandestino dell'arte, talmente sono conosciute.

Di conseguenza si tratta di un furto su commissione, di un anonimo farabutto , il quale invece di recarsi come noi, comuni mortali, in un pubblico museo per visionarvi le opere d'arte , le ha volute sottrarre alla fruizione universale, per l'indegno privilegio dei propri esclusivi occhi!

Non é il primo gravissimo furto d'arte che la Regione siciliana subisce.



Forse, vista la data remota, pochi ricorderanno il clamoroso, tristissimo furto del 17 Ottobre 1969 all'Oratorio di San Lorenzo a Palermo della Natività, con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi, del Caravaggio, spoliazione effettuata da Cosa Nostra e capolavoro mai ritrovato.

Un'altra opera trafugata, ma questa in silenzio, dai tombaroli attivi su tutta l'isola, é stata la Venere di Morgantina, esportata illicitamente dapprima in Svizzera e comprata poi incautamente dal Paul Getty  Museum di Malibù per 18 milioni di dollari.



Il contenzioso successivo a questa increscioso trafugamento si é risolto positivamente con la restituzione, nel 17 marzo 2011 della Venere e la sua collocazione a partire dal maggio 2011 nel convento dei frati francescani di Aidone.

Innumerevoli sottrazioni illecite di tesori d'arte, sono spesso terminate nell'oblio e nessuno sembra aver pagato per queste perdite incommensurabili!

Per ritornare ai furti delle opere inestimabili di Antonello a Messina, di fronte alle "inefficienze" del Museo Accascina, appaioniono quanto mai doverose le dimissioni di chi non ha vigilato su questo patrimonio, e cioé , in primo luogo,  l'Architetto Maria Marcurio, direttrice del Museo, per non avere disposto un sistema adeguato di sorveglianza e vigilanza, ed in seguito dell'assessore alla cultura ed al turismo della città metropolitana di Messina, Vincenzo Caruso e poi dell'assessore regionale alla cultura ed all'identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, questi ultimi per responsabilità politica.

Onori ed oneri vanno irrimediabilmente assieme ed é ora che in quest'isola martoriata qualcuno paghi per le proprie responsabilità!

Viste le gravi inadempienze dell'amministrazione regionale in campi cosi' disparati, dalla sanità, alla gestione delle infrastrutture (come la recentissima "emergenza Etna" che ha sconvolto la mobilità isolana a seguito della chiusura dell'aereoporto di Catania per cenere vulcanica) ed adesso nella gestione museale, sarebbe probabilmente opportuno commissariare la Regione Sicilia .

Ma chi gestirebbe tale commissariamento della regione siciliana? Il governo Meloni???

mardi 30 décembre 2025

Petizione al Presidente Mattarella affinché non firmi l'indegna "riforma" della Corte dei Conti fatta approvare dal governo Meloni https://c.org/BwxLdbw47f


 Dopo l'abolizione dell'abuso di ufficio con la Legge Nordio 11/2024, che ha effetti retroattivi, revocando le condanne passate in giudicato, il governo Meloni ha compiuto un altro traguardo nel "libera tutti " per i funzionari disonesti nella Pubblica amministrazione!

E' stata vota questo 29 dicembre, (che casualità proprio tra Natale e Capodanno!) dal Senato, la "riforma" del funzionamento della Corte dei conti.

Tale "riforma" inficia innanzitutto il principio costituzionale dell'articolo 28, secondo il quale "i funzionari ed i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali,civili ed amministrative,degli atti compiuti in violazione di di diritti."

Successivamente la modifica al "controllo concomitante" della Corte dei Conte ne indebolisce il ruolo, in quanto rende questo controllo non più automatico, ma attivabile soltanto su richiesta del Governo o dal Parlamento, organismi che dovrebbero pure essere soggetti al controllo della Corte.

Con l'introduzione del silenzio-assenso di 30 giorni atti dannosi o impropri potrebbero passare inosservati o non essere fermati in tempo utile.

La "perla" della riforma del funzionamento della Corte sta nella modifica del rimborso del danno erariale.

Infatti viene minato il sistema di rispensabilità vigente finora, permettendo che i funzionari pubblici disonesti siano obbligati a rimborsare soltanto il 30% del danno erariale causato per colpa grave, lasciando a noi cittadini l'onere del restante 70% di denaro pubblico sperperato!

Come ben dice la politologa e professoressa alla Columbia University di New York, Nadia Urbinati nell'articolo di fondo odierno su "Domani", a proposito di questa infausta "riforma" della Corte dei Conti: "una deforma che il Presidente della Repubblica dovrebbe non firmare...E' ora di dire basta! Basta ad un governo che crea scudi per la propria impunità! Basta ad un governo che detesta la Costituzione  e vuole cambiare nei suoi punti nevralgici: le magistrature, il sistema di giustizia nel suo complesso...E' ora di dire basta! Ci si mobilita per nobili cause morali. Questa é la causa nobile della nostra dignità di persone e di cittadini. Non si dovrebbe acconsentire a questo scempio"

E' cruciale quindi che il Presidente Mattarella, in quanto garante della Costituzione, neghi la firma a questa "riforma" per proteggere il nostro sistema legale e la nostra democrazia.

Invito ogni cittadino preoccupato per le sorti del nostro Paese ad unirsi a me nel chiedere al Presidente di rifiutare la sua approvazione e proteggere l'integrità della Nostra Costituzione.

Cortesemente firma questa petizione per esprimere il tuo disaccordo contro questa riforma incostituzionale e per garantire che i funzionari pubblici siano sempre tenuti a rispondere del loro operato.

https://c.org/BwxLdbw47f