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dimanche 5 janvier 2014

Sulle moschee in Italia, non dimentichiamo che libertà di culto é principio costituzionalmente garantito

Cosa pensare quando il giornale Libero questa domenica 5 gennaio 2014 titola in modo allarmante: "Sentenza choc: obbligo di moschea in tutte le città" ?

Ricordiamo i fatti:
un'associazione musulmana bresciana "Muhamadiah" ha fatto appello al Piano del governo del territorio (PGT) della città di Brescia perché questo non prevedeva alcun riferimento ai "bisogni" dei cittadini non cattolici ed il TAR le ha dato ragione in questo modo: "la delibera di approvazione del PGT va pertanto annullata nella parte in cui omette di apprezzare, attraverso una corretta e completa istruttoria, quali e quante realtà sociali espressione di religioni non cattoliche, in specie islamiche, esistano nel comune; di valutare le loro istanze in termini di servizi religiosi e di decidere motivatamente se e in che misura esse possano essere soddisfatte nel Piano servizi" 




Ricordiamo che la nostra Costituzione prevede la libertà di culto , sancita dagli articoli 8 e 19: 

Art. 8:"Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze." Art. 19: "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume".
E' quindi un principio costituzionale affermato e da fare rispettare che altri culti religiosi possano avere sedi in cui esercitare in pubblico il proprio culto, che siano chiese ortodosse, chiese valdesi o moschee musulmane!

Riguardo all'edificazione di moschee, l'Italia, rispetto ad una popolazione di un milione e duecentomila circa di musulmani (quasi il 2% della popolazione italiana) , fa costatare un record negativo in Europa, poiché le strutture ufficiali e che corrispondono ai criteri architettonici islamici che si sono potute costruire in Italia sono soltanto otto, mentre queste strutture sono 300 in Grecia, 200 in Francia, circa 100 in Olanda e 70 in Germania.



Cio' comporta che  in Italia i musulmani sono costretti ad esercitare il  loro "diritto di culto"  in circa 800 siti di fortuna, non adeguati ai criteri di sicurezza, come garages, capannoni, palestre o appartamenti.

La difficoltà a costruire moschee in Italia deriva anche dal fatto che diversi politici estremisti, come Calderoli della Lega Nord (col maiale day)  o il convertito Magdi "Cristiano" Allam (con slogan sul proprio sito e partecipazione a pubblici convegni), abbiano cavalcato movimenti di cittadini che si sono opposti al sorgere di nuove moschee.




A differenza delle altre principali confessioni religiose, l'Islam non ha una intesa con lo Stato italiano a causa dell'assenza di un'associazione chiaramente rappresentativa della maggioranza dei musulmani in Italia.

Poiché le statistiche ci dimostrano che la società italiana sta diventando sempre di più multi-etnica, multiculturale e quindi multi-religiosa, in quanto attira lavoratori da tutte le parti del mondo, é più che lecito che a questi nuovi cittadini venga riconosciuto uno dei diritti fondamentali, quello di professare pubblicamente ed al sicuro la propria religione,  accordando ad associazioni religiose spazi pubblici rispondenti a tutti i criteri di sicurezza per il culto.

In particolare, riguardo alla fede mussulmana, il fatto di accordare spazi pubblici ufficiali dovrebbe contribuire ad evitare che eventuali imam estremisti predichino la jihad (guerra santa) e reclutino terroristi nel segreto di strutture e sedi clandestine .