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mercredi 20 novembre 2013

L'eutanasia in Europa ed in Italia


Eutanasia in Belgio
Dodici anni dopo la legge sull'eutanasia attiva, il Belgio, col voto positivo della Commissione del Senato questo 27 novembre,  si accinge a legiferare anche sull'eutanasia per i minorenni.

In Belgio l'eutanasia attiva per gli adulti ed i minorenni emancipati é già in vigore dal maggio 2002 rispettando 3 condizioni prima della somministrazione di una sostanza letale al paziente da parte del medico:
-Il paziente deve essere maggiorenne o minore emancipato ed essere cosciente al momento della domanda ;
-La richiesta deve essere espressa dal paziente in modo volontario, ponderato e ripetuto, senza essere frutto di pressioni esterne;
-Il paziente si deve trovare in una situazione medica senza speranze e deve essere oggetto di una sofferenza fisica e/o  psichica costante ed insopportabile che non puo' essere lenita e risultante da una causa accidentale o da una pâtologia grave ed incurabile.


L'azione del medico che pratica l'eutanasia é inquadrata dalla legge (medico volontario, necessità di informare il paziente sulle cure palliative, consultazione obbligatoria di un secondo medico, tempo minimo di un mese tra la domanda del paziente  e la pratica dell'eutanasia) e per ogni eutansia praticata é prevista la redazione di un rapporto ad un'apposita Commissione composta di giuristi e medici, che verifica il rispetto della legge.
Il Belgio dà la possibilità ai cittadini  di formulare in anticipo la loro richiesta di eutanasia, nel caso in cui fossero in uno stato di incoscienza, cio' che in Italia viene indicato col termine di testamento biologico.

Secondo lo schema di legge per i minorenni, che dovrebbe essere approvato dal Parlamento in sessione pleanria , a differenza dell'eutanasia per i maggiorenni, non sarà possibile la richiesta anticipata, né l'eutansia sarà possibile nel caso di  sofferenze psicologiche.
Sarà il minorenne a poter chiedere l'eutanasia, ma ci vorrà l'assenso di entrambi i genitori.

Perché legalizzare l'eutanasia?
Lo scopo giuridico dell' inquadramento dell'eutanasia é di fare uscire dall'ombra e dall'illegalità i numerosissimi casi praticati dai medici in ogni Paese, che agiscono su richiesta dei pazienti o delle famiglie ma nell'illegalità,  inquadrando la loro azione nel rispetto delle condizioni poste dalla legge e quindi prevenendo ed evitando possibili abusi.
Il ricorso all'eutanasia si giustifica eticamente:
-col libero arbitrio di ogni individuo;
- dal fatto che quando un paziente é affetto da una patologia che non gli lascia speranze  e non gli viene più  garantita una qualità di vita decente , a causa di gravi sofferenze fisiche e psichiche, sia preferibile che egli scelga consapevolmente una fine di vita piuttosto che trascinare la propria esistenza in mezzo alle sofferenze
- con la consapevolezza del malato di non avere più diritto ad una vita dignitosa, e di dover pesare sempre di più sui propri cari, impedendo anche a loro una vita normale .

Situazione giuridica dell'eutanasia attiva o passiva ed al suicidio assistitito in Europa :

L'eutanasia attiva (in cui é il medico che somministra la dose letale)  é legale in Europa soltanto in Olanda, Belgio e Lussemburgo. 

In Svizzera sono  legalizzati sia il suicidio assistito,  in cui é il paziente che si somministra la dose mortale, preparata dal medico, che l'eutanasia passiva.
In Spagna sono  legalizzati dal 1995 sia il suicidio assistito che l'eutanasia passiva.
In Svezia, mentre l'eutanasia attiva é vietata, il sucidio assistito é tollerato.

Molti Paesi europei  come la Francia, la Finlandia, la Ungheria, la Norvegia, la Slovacchia  hanno legalizzato l'eutanasia passiva, la quale si esercita attraverso la fine o l'omissione delle terapie per il paziente  .
Altri Paesi si trovano in una situazione giuridica diversa riguardo all'eutanasia passiva, in quanto questa NON é inquadrata da una legge, ma viene tollerata, come in Germania, a causa della legge nazista sulleugenismo che ha permesso l'eutanasia di 150.000 pazienti tedeschi.

Il Regno Unito si trova in una situazione particolare perché l'eutanasia é in principio illegale, ma vi sono state decisioni di giustizia che la hanno resa possibile.

I Paesi in cui l'eutanasia si attiva che passiva che il suicidio assistito sono illegali sono: il Portogallo, la Grecia, la Polonia, la Repubblica Ceca e l'Irlanda

.

La situazione in Italia,

 L'eutanasia attiva é considerata un crimine, assimilato all'omicidio, all'omicidio di consensiente, all'aiuto al suicidio, punibile  dai 5 ai 16 anni di carcere.

l'eutanasia passiva (omissione di cure necessarie alla sopravvivenza) rientra nell'ambito delle libertà garantite dalla Costituzione all'articolo 32,par 2 "nessuno puo' essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per opera di legge".
Inoltre in Italia NON si configura come eutanasia né la cessazione delle cure dopo la morte celebrale, né il rifiuto all'accanimento terapeutico, che si configura quando la morte é imminente e inevitabile ed il medico é autorizzato sia dal codice etico che dalla legge e persino dalla Chiesa cattolica, ad interrompere o  rifiutare trattamenti gravosi per il malato.

Tuttavia in Italia manca una legge specifica per l'eutanasia passiva nel caso in cui il paziente non sia capace di intendere e di volere al fine di manifestare il proprio consenso all'arresto o l'omissione delle cure.
Questo vuoto legisaltivo italiano ha creato controversi casi, di cui quello Welby e Onglaro sono i più tristemente famosi.

                                                                           
In Italia si potrebbe supplire a questo vuoto legislativo rendendo ufficiale il "testamento biologico" del cittadino, ma il Parlamento, sul quale, come si sa, il Vaticano ha una forte influenza in modo trasversale a tutti i partiti, non é riuscito a trovare né i tempi né la volontà per un accordo in materia...

Sarebbe opportuno rilanciare in Italia questo importante dibattito per una società moderna, cosi' come richiesto da diverse gruppi quali l'associazione Coscioni, secondo chi lo desideri possa chiedere in tempo, attraverso il testamento biologico, l'arresto o l'omissione delle cure che lo riguardino, al fine di poter porre fine ai propri giorni nella legalità e nella dignità.