jeudi 31 octobre 2013

Un Paese in permanente conflitto di interessi

Il peccato originale italiano é proprio  il detto, che si traduce in modo di vivere, del  "tengo famiglia".

Probabilmente per questo l'italiano medio non riesce a cogliere l'importanza e la gravità del conflitto di interessi in politica.

Nell'indifferenza generale riguardo al  conflitto di interessi é stato possibile che un magnate dei media come Silvio Berlusconi potesse "scendere" nel 1994 in politica,  disponendo, oltre ad aziende nel settore edilizio e delle assicurazioni,   media nel settore editoriale ed audiotelevisivo coi quali, con l'aggiunta della RAI,  avrebbe forgiato agevolmente l'opinione pubblica a suo favore, come puntualmente avvenuto.



Ancora più grave che ad evidenziare questo conflitto di interessi non si sia stata la forza politica che a suo tempo avrebbe dovuto vigilare. Cioé i DS, in seguito PD, ma per questo basterebbe soltanto riascoltare l'intervento in aula di Violante del 2003 nel quale candidamente confessa che esista un patto per "non toccare i media di Berlusconi".

http://www.youtube.com/watch?v=RHPRel7mpUM

(Da Wikipedia) La Costituzione italiana, secondo gli artt. 65 e 66, obbliga il Parlamento a valutare l’eleggibilità dei suoi membri in base alla legge ordinaria, che se ne occupa nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 30 marzo 1957. La Giunta delle elezioni della Camera dei deputati, nel 1994, dichiarò legittima l’elezione di Silvio Berlusconi. Con la motivazione che la norma citata andrebbe riferita «alla concessione ad personam e quindi, se non c’è titolarità della persona fisica, non si pone alcun problema di eleggibilità, pur in presenza di eventuali partecipazioni azionarie».  

Quando Berlusconi fu rieletto Presidente del Consiglio nel 2001,(Da Wikipedia) Il Parlamento europeo al paragrafo 38 della risoluzione del 20 novembre deplorava che, "in particolare in Italia, permanga una situazione di concentrazione del potere mediatico nelle mani del presidente del consiglio, senza che sia stata adottata una normativa sul conflitto d’interessi



In Italia abbiamo avuto altri casi di conflitto di interessi in politica, meno vistosi di quello di Silvio Berlusconi, ma comunque allarmanti, come quello di Luca Cordero di Montezemolo, titolare di una concessione pubblica col treno Italo, che ha dimostrato più di una velleità politica, con la propria fondazione Italia Futura.

Oggi apprendiamo da Repubblica che il ministro della Giustizia, Cancellieri , é stata intercettata al telefono in conversazione con la compagna di Salvatore Ligresti e si é in seguito adoperata per la liberazione di Giulia Ligresti, in detenzione preventiva per il crac del gruppo Fondiaria-SAI, spolpato dai membri della famiglia Ligresti, che lo amministravano.



Non vi sarebbe nulla di strano se il Ministro della Giustizia si adoperasse per un "caso umanitario" come da lei dichiarato, ma non ci risulta che la Cancellieri si sia attivata in favore di altri casi umanitari ospiti delle patrie galere o che abbia agito per modificare le leggi Fini-Giovanardi o Bossi-Fini, responsabili del sovraffollamento delle carceri italiane, fonte di gravi disagi per i  detenuti, costretti a convivere in condizioni indegne di un Paese civile!



 Ma se colleghiamo il fatto che il figlio della Cancellieri, Piergiorgio Peluso, é stato dal maggio 2011 direttore generale della SAI-Fondiaria ed ha incassato nel 2012 una buonuscita di 3,6 milioni di euro, iniziamo a comprendere il perché di questo particolare interesse della Cancellieri per la sorte della rampolla Ligresti...

 Per tutti questi motivi ci sembra più che opportuno che il Ministro Cancellieri venga in Parlamento a rispondere del suo unico interessamento di "caso umanitario" per una detenuta eccellente, mentre numerosi detenuti  languiscono in condizioni disumane nelle carceri italiane nell'indifferenza del Ministro.

Se il Ministro non sa dare spiegazioni convincenti, su questo interessamento a senso unico, abbia la dignità di dimettersi! 

Qualora la Cancellieri, potente ed unico ministro confermato del governo "tecnico" Monti, non trovi la dignità di dimettersi, Enrico Letta dovrebbe esigere le sue dimissioni, come opero' nel caso della ministra Josefa Idem, per un più veniale peccato edilizio.

Forse é ancora il caso di ricordare che in un Paese normale, se un politico si viene a trovare in conflitto di interessi, lo segnala e si astiene dall'agire, ma se viola questa regola democratica,  agendo in conflitto di interessi, si dimette, e se non si dimette da solo, il suo partito lo obbliga a dimettersi!

lundi 28 octobre 2013

Il difficile equilibrio tra lotta al terrorismo e tutela delle libertà civili

Con la notizia che gli USA spiavano già dal 2002 anche il cellulare della Merkel é  culminato il caso dello spionaggio della National Security Agency (NSA) USA anche nei confronti degli alleati atlantici.

I whistleblowers.





A partire dal 2010, grazie all'operato dei whistleblowers "ficcanaso", che hanno reso pubblici  i reconditi files dell'amministrazione USA, come l'australiano Julian Assange con Wikileaks, del soldato americano Bradley Manning (condannato a 35 anni di reclusione) e dell'esperto informatico dell'NSA Edward Snowden (cui é stato accordato l'asilo per un anno in Russia), il mondo é a conoscenza che gli USA, con l'alibi della lotta al terrorismo, spiavano un po' tutti, dai propri cittadini a quelli in tutto il mondo, dai membri dei governi ostili a quelli alleati.

Quel labile confine tra spionaggio per lotta al terrorismo ed indebita ingerenza nelle vite private.
Il  rischio di compiere abusi da parte di  chi spia al coperto dell'anonimato, trovando informazioni su segreti industriali e politici riguardanti l'economia e la sicurezza dei Paesi "alleati", oltre che effettuare accessi indebiti nella vita privata delle persone spiate, é naturalmente grande ed é stato confermato dal fatto che gli USA abbiano messo sotto sorveglianza anche i leaders politici alleati, tra cui Angela Merkel, che non possono certo essere tacciati di complottare per terrorismo.

Appare evidente  come lo scopo della sorveglianza in questi  casi sia stato di carpire segreti politici e geo-politici agli alleati USA, che, a differenza del Regno Unito,  non condividono pedissequamente la  politica estera degli USA, per esempio riguardo al Nord Africa, al Medio Oriente o alla Russia.

Le razioni degli alleati USA e quelle blande dell'Italia
Dai files resi pubblici emerge che fra gli alleati europei spiati dagli USA, il primo obiettivo era la Germania, e poi ad un livello più basso si trovavano, a pari livello  Francia, Spagna ed Italia.

Mentre  Germania e  Francia hanno reagito con un'inizativa congiunta all'ultimo Consiglio europeo per colloqui bilateali con gli USA in modo di concordare con l'alleato USA un codice di "buona condotta" per le attività dei servizi segreti nei Paesi alleati ed hanno convocato, insieme alla Spagna, l'ambasciatore USA, e mentre il Parlamento europeo minaccia il blocco dell'accordo sugli scambi dei dati (SWIFT) con gli USA , la posizione del governo  italiano, é stata molto morbida di fronte al potente ma invadente alleato.
Enrico Letta si é limitato a sollevare nel corso di un incontro col segretario di Stato USA Kerry  la questione della tutela della privacy dei cittadini italiani , e quest'ultimo avrebbe assicurato che la questione era "sotto indagine" e che l'obiettivo é di "trovare il giusto equilibrio tra la sicurezza e la protezione della privacy dei cittadini...".
I  media e l'opinione pubblica italiani, focalizzati sulle questioni di  politica interna, non hanno registrato reazioni particolari sulla questione, come campagne di stampa o manifestazioni di piazza, come negli USA, con StopWatching.us che coalizza più di cento organizzazioni.
Degna di nota é invece la reazione del garante della privacy , Antonello Soro, che ha spronato il premier Letta a spingere per l'approvazione da parte dei governi europei e del Parlamento Europeo del regolamento europeo per la tutela della privacy e dei dati personali.

La contraddizione USA e di Obama 

Non si puo' certo ignorare, come gli Stati Uniti ed il Presidente Obama, in teoria paladini dei diritti civili, con l'alibi della lotta  al terrorismo, abbiano permesso gravi e durevoli intromissioni nella vita privata dei cittadini nazionali e stranieri.
Barak Obama nel corso del suo ultimo mandato dovrebbe rivedere l'approccio dello spionaggio USA nei confronti dei propri cittadini e di quelli di tutti gli altri paesi del Mondo, mettendo paletti ben fissi, in modo da non ripetere gli abusi del passato.

La trasparenza futura.
Oltre al regolamento europeo sulla tutela della privacy e dei dati personali dei cittadini dell'UE, un'ulteriore garanzia e fonte di informazioni per i cittadini dovrebbe essere la nuova agenzia di informazione sulle attività governative, indipendente dai governi, finanziata  dal miliardario Pierre Omidyan (fondatore di e-bay), a cui ha già aderito il famoso giornalista del Guardian, Glenn Greenwald, il cui scopo dovrebbe essere anche quello di favorire la trasparenza dei governi.

Alla luce dei recenti abusi, appare evidente come i cittadini e l'opinione publica mondiale abbiano bisogno di "whistleblower" professionisti che segnalino, accedendo a fonti governative e senza correre il rischio di essere perseguitati, gli abusi dei governi nei confronti dei diritti fondamentali dei cittadini.










mardi 22 octobre 2013

Una ministra marziana, che lascia volontariamente la poltica

Sabine Laruelle, 48 anni,  é ministro del ceto medio, dei liberi professionisti e dell'agricoltura nel governo belga.

Ha un ottimo percorso come ministro, ed é riuscita ad ottenere diverse conquiste sociali per i lavoratori autonomi, assimilandoli a quelli subordinati  in materia di pensione e di congedo parentale

Oggi la ministra ha fatto sapere che non correrà alle prossime elezioni per un quarto mandato elettorale e che intende dedicarsi a lavorare in una ONG nell'aiuto allo sviluppo o a riprendere degli studi.


Anche in Belgio questo caso fa scalpore, perché anche qui abbiamo, oltre alla dinastia reale, le dinastie dei politici, in cui al padre, dopo una già lunga carriera poltica,  subentra il figlio o la figlia.

In Italia abbiamo avuto politici rimasti attivi per più di mezzo secolo (il caso Andreotti ha fatto scuola nel mondo intero) e poi politici che fanno assumere i congiunti , parenti ed affini in posti di sottogoverno, naturalmente a spese del contribuente!

Esistono per fortuna eccezioni ai politici  "arraffa poltrone"!
Vi sono rari esempi di  politici che  vivono non soltanto per soddisfare un ego smisurato e quindi capaci di ritirarsi a vita privata  dopo aver raggiunto i propri obiettivi professionali, come fece il famoso console romano Cincinnato, il quale , esaurito il proprio compito politico e militare, ritorno' alla vita dei campi...

PS. Per maggior informazioni sulle dinastie politiche belghe, vedasi questo esaustivo link http://fr.wikipedia.org/wiki/Liste_de_liens_familiaux_entre_politiciens_belges
Esisterà un tale "censimento" riguardo alla politica ed al sottogoverno italiano?

jeudi 17 octobre 2013

Si chiamava Aref: ucciso in Afghanistan dai Talibani perché in Belgio non gli é stato riconosciuto l'asilo politico

Aref era un giovane afgano di 22 anni a cui i Taliban  avevano chiesto di diventare una "bomba umana" contro le truppe occidentali di occupazione.
Lui aveva rifiutato di auto-sacrificarsi e, come ammonimento, i Talibani gli avevano tagliato un dito del piede.

Aref era poi riuscito a fuggire dal suo Paese ed era venuto in Belgio  il 12 marzo 2009, dove aveva depositato una richiesta di asilo politico.

La sua richiesta di asilo politico é stata rifiutata per  ben 4 volte dalla Ministro dell'immigrazione, Maggie De Block, adducendo che Aref in Afghanistan non sarebbe stato in pericolo di vita e che le minacce di morte nei suoi confronti non sarebbero state credibili.

Aref, senzatetto e dopo aver dormito per settimane alla gare du Nord di Bruxelles, ha accettato la proposta della ministra dell'immigrazione Maggie De Block, di rientrare volontariamente in Afghanistan, anche se sapeva di essere in pericolo di vita.

Purtroppo, e come prevedibile, ci é giunta la notizia dall'Afghanistan.che Aref é stato ucciso dai Talibani a Pagham

Aref, a destra nella foto



Non si puo' restare indifferenti di fronte ad un tale orrore!
Organismi ministeriali specializzati, i quali che dovrebbero valutare obiettivamente le condizioni di pericolo per i richiedenti l'asilo politico, sembrano invece  rispondere a precise direttive, in termini di quote di espulsioni, da parte di politici ossessionati da un consenso dell'opinione pubblica che sarebbe sempre più xenofoba...

La ministra Magda De Block avrà sulla sua coscienza la giovane vita di Aref, cosi' come "politici" come Bossi e Fini devono avere sulla coscienza la vita di quei profughi imbarcati sui barconi ,  finiti in fondo al Mediterrano o "respinti in mare" verso i Paesi dai quali erano salpati, lontano dall'attenzione dell'opinione pubblica e senza aver potuto sottoporre la documentazione relativa alla loro persecuzione, per l'ottenimento dell'asilo politico.

Diciamo basta a queste assurde ed inutili morti annunciate. Battiamoci contro l'ignoranza che genera la xenofobia ed affinché in qualsiasi frangente le autorità nazionali applichino le convenzioni internazionali firmate in materia di asilo politico. 






mardi 15 octobre 2013

Mediterraneo, mare di chi? (Lettera aperta al governo Letta)

Lettera aperta a:
Enrico Letta Primo Ministro
Angelino Alfano, Ministro dell'Interno
Mario Mauro, Ministro della Difesa 
Anna Maria Cancellieri, Ministro della Giustizia 
Emma Bonino, Ministro degli Affari Esteri 
Cécile Kyenge,Ministro dell'Integrazione 


Bruxelles 15 Ottobre 2013

 Gentili Ministre,
Gentili Ministri,

Il Vostro governo non avrà certo  il senso della tempestività (le statistiche ufficiose, ci dicono che diverse migliaia di disgraziati aspiranti migranti sono finiti in un decennio in fondo al Canale di Sicilia), ma va dato atto che, quando finamente si muove, lo fa come un elefante in una cristalleria!



Le migrazioni economiche sono un fenomeno planetario e crescente, a cui i governi italiani non hanno saputo dare una risposta se non una legislazione demagogica (la Bossi Fini del luglio 2002) che ha avuto come conseguenza di chiudere entrambi gli occhi davanti  ad un nutrito flusso di clandestini i quali, quando riescono ad approdare,  vanno spesso ad ingrossare le fila di un esercito di schiavi sfruttati dalle varie Mafie.


Le morti nel Mediterraneo, il grafico (fonte: LaVoce.info)


Adesso il Vostro governo cerca di farsi bello presso l'opinione pubblica con una poderosa quanto dispendiosa mobilitazione militare (ma ci sono le lobbies degli armamenti da soddisfare!), volta a "mostrare la bandiera" nel Canale di Sicilia, pomposamente bettezzata con lo slogan dell'antica Roma, "Mare Nostrum", che pensavamo sepolto con la disfatta del fascismo.Tant'é!

Di seguito alcune domande riguardo alle azioni esercitate finora dall'amministrazione italiana in materia di controllo/contrasto all'immigrazione clandestina ed ai trafficanti di esserei umani, nonché riguardo alle azioni future nell'ambito della vetrina "Mare Nostrum" .

Per affrontare una problematica complessa come quella delle migrazioni internazionali, che ha radici profonde come quelle dell'umanità, si ritiene opportuno poi fornire proposte alternative alla  militarizzazione del Canale di Sicilia.



DOMANDE

  1.  L'Italia ha stretto accordi internazionali con  Libia ed Egitto, tra l'altro riguardo ai i famigerati "respingimenti in mare" ed ha destinato cospicui fondi a favore di questi Paesi per evitare che i clandestini salpino da questi Paesi. Qual'é l'analisi costi/benefici di questa politica? Se non ci sono risultati  tangibili con questa cooperazione, (a parte il fatto che i libici utilizzino le unità navali donate dall'Italia per mitragliare i pescatori siciliani o le imbarcazioni dei profughi, come accaduto in questi giorni),   ha senso continuare ad investire in questo tipo di "cooperazione" con gli stessi interlocutori in questi Paesi?
  2. Qual'é il bilancio ad oggi di un decennio di applicazione della Bossi-Fini, sia riguardo ai numeri di immigrati legali entrati in Italia,  che riguardo alla clausola più controversa, dei respingimenti in mare, norma da molti ritenuta contraria al diritto internazionale? 
  3. Riguardo a  "Mare Nostrum": quanto costerà, durerà questa azione e come sarà finanziata nella durata? 
  4. E' previsto nell'ambito di "Mare Nostrum" l'arresto ed il deferimento ai tribunali italiani dei trafficanti di esseri umani colti in flagrante delitto ? 
  5. Visto che la Bossi-Fini é tuttora in vigore, nell'ambito di "Mare Nostrum", la Marina Militare continuerà ad esercitare i respingimenti in mare?
  6. Come intende il governo conciliare il controllo alle frontiere esterne comunitarie (competenza mista tra UE, attraverso l'agenzia FRONTEX, ed Autorità nazionali) con una politica migratoria (competenza strettamente nazionale) attendibile ?

PROPOSTE ALTERNATIVE ad una INUTILE e DISPENDIOSA MILITARIZZAZIONE dell' IMMIGRAZIONE

  1. Invece di trincerarsi dietro l'ipocrita principio della Bossi-Fini, che permette l'immigrazione in Italia a solo chi un contratto di lavoro ce l'avrebbe già , (condizione praticamente impossibile da rispettare) appare opportuno, visto l'invecchiamento della popolazione italiana e la necessità di manodopera in determinati settori economici, stabilire, come altri Paesi occidentali, una programmazione controllata dell'immigrazione attraverso una  politica di quote annuali di immigrati secondo le professionalità necessarie in Italia (collaboratori familiali, assistenza anziani, lavoratori nell'agricoltura...). Questa programmazione si potrebbe poi applicare attraverso l'attivazione di uffici consolari italiani nei Paesi del Maghreb/Mashrak per il rilascio di visti necessari ai migranti rientranti nelle suddette categorie e la verifica dei requisiti necessari di moralità.
  2.  La suddetta programmazione dell'immigrazione deve andare  di pari passo con un contrasto senza quartieri, all'immigrazione clandestina ed ai criminali che la organizzano e la sfruttano.
  3. Continuare l'azione di dissuasione dell'immigrazione clandestina presso i Paesi rivieraschi del Mediterraneo, invece che attraverso le autorità locali, (troppo spesso corrotte se non in combutta coi trafficanti di esseri umani), attraverso il finanziamento  ad ONG con un'esperienza verificata nel settore dell'immigrazione
  4. Invece di impegnare la Marina Militare e l'Areonautica su di essa imbarcata, che operano con mezzi imponenti e dispendiosi, anche in termini di equipaggio imbarcato, operare attraverso l'azione congiunta di mezzi della Marina Mercantile ed ONG per prestare i primi soccorsi ai profughi, organizzare l'accoglienza temporanea ed il rimpatrio dei clandestini.
Ringraziando per la cortese attenzione ed in attesa di un cortese riscontro, porgo distinti saluti

Giuseppe Fiamingo, Bruxelles


dimanche 13 octobre 2013

Il Movimento 5 Stelle deve "solo" migliorare questo disastrato Paese

Cari Parlamentari del Movimento 5 stelle,

Se vi ho votato é per cambiare questo disastrato Paese, come avete annunciato in campagna elettorale,
non per quello che vi é scritto , o meno, nel programma.

Ricordiamo in molti il tristemente famoso programma di più di 100 pagine del PD,
completamente illegibile e quindi ignorato.

Vorrei essere pragmatico, come la famosa casalinga di Voghera:
il mio voto per il 5 Stelle é servito se, a fine legislatura,
il Movimento é risucito a FARE APPROVARE RIFORME che miglioreranno il Paese!

Quindi vi incoraggio ad uscire dalla torre d'avorio, in cui si finisce per fare la muffa, e continuare nel vostro lavoro, che finalmente, con alleanze mirate e puntuali, con forze progressiste come SEL e la parte migliore del PD, é riuscito a fare passare in Commissione l'abrogazione dell'inutile reato di clandestinità, il quale intasa i tribunali e che certo non dissuade i clandestini, che fuggono la morte, ad affrontare un viaggio altrettanto pericoloso. 

Buon lavoro!

Giuseppe Fiamingo da Bruxelles

vendredi 11 octobre 2013

Commento all'articolo di Roberto Orsi sul declino italiano,

Per una volta mi trovo in buona compagnia di pensiero!
Come non essere d'accordo sul sottostante articolo di Roberto Orsi,  professore alla London School of Economics?

L'Italia si sta avvitando in un declino che sembra inarrestabile: economico, culturale, politico ed amministrativo.

Le responsabilità maggiori sono evidentemente dei politici, nella stragrande maggioranza IGNORANTI, anche perché cooptati dagli altri politici con una legge elettorale indegna di un Paese civile, e quindi CORROTTI ed INCAPACI.

Politici  incapaci di vedere oltre la proprie tasche e quindi INCAPACI di programmare un futuro per il Paese.


POLITICI INETTI che hanno firmato TRATTATI INTERNAZIONALI relativi alla GLOBALIZZAZIONE senza valutarne le complesse e gravi conseguenze per il Paese, come i trattati sulla liberalizzazione dell'OMC (Organizzazione Mondiale per il Commercio) che hanno portato alla deindustrializzazione e delocalizzazione del comparto industriale in Italia, o come l'ingresso nell'EURO od il Fiscal Compact, con gli enormi sacrifici per i cittadini che questi trattati comportano in termini di  bilancio dello Stato e riguardo al welfare; oppure ancora il regolamento di Dublino che obbliga i migranti raccolti sulle nostre coste a chiedere l'asilo in Italia e non in un altro Paese dell'UE, proprio per scoraggiare il "nomadismo dell'asilo"....

Un Paese in cui la burocrazia, invece di incoraggiarli, vessa gli imprenditori, i quali  quindi fuggono all'estero, persino dove il lavoro costa di più, ma dove almeno lo Stato é un partner,

e non colui che ti mette i bastoni tra le ruote!

Un Paese dove la speranza si affievolisce sempre di più e quindi da cui i giovani, cervelli o braccia, fuggono...!



Vorrei concludere questo commento con una nota di speranza.
L'Italia DEVE RIUSCIRE a mobilizzare le sue migliori risorse per valorizzare e fare fruttare l'immenso e rilevantissimo patrimonio artistico/culturale, attraverso il turismo internazionale.
Non é possibile essere depositari del 50% del patrimonio artistico MONDIALE ed essere soltanto la quinta meta turistica al mondo, perdendo ogni anno posti in classifica!

SVEGLIA ITALIA! Sveglia POLTICA!

ROBERTO ORSI:
"Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all'Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent'anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. Peggiorerà.
Il governo sa perfettamente che la situazione è insostenibile, ma per il momento è in grado soltanto di ricorrere ad un aumento estremamente miope dell'IVA (un incredibile 22%!), che deprime ulteriormente i consumi, e a vacui proclami circa la necessità di spostare il carico fiscale dal lavoro e dalle imprese alle rendite finanziarie. Le probabilità che questo accada sono essenzialmente trascurabili. Per tutta l'estate, i leader politici italiani e la stampa mainstream hanno martellato la popolazione con messaggi di una ripresa imminente. In effetti, non è impossibile per un'economia che ha perso circa l'8 % del suo PIL avere uno o più trimestri in territorio positivo. Chiamare un (forse) +0,3% di aumento annuo "ripresa" è una distorsione semantica, considerando il disastro economico degli ultimi cinque anni. Più corretto sarebbe parlare di una transizione da una grave recessione a una sorta di stagnazione.
Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse. Questo dato da solo dimostra l'immensa quantità di danni irreparabili che il Paese subisce. Questa situazione ha le sue radici nella cultura politica enormemente degradata dell'élite del Paese, che, negli ultimi decenni, ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione. L'Italia non avrebbe potuto affrontare l'ultima ondata di globalizzazione in condizioni peggiori. La leadership del Paese non ha mai riconosciuto che l'apertura indiscriminata di prodotti industriali a basso costo dell'Asia avrebbe distrutto industrie una volta leader in Italia negli stessi settori. Ha firmato i trattati sull'Euro promettendo ai partner europei riforme mai attuate, ma impegnandosi in politiche di austerità. Ha firmato il regolamento di Dublino sui confini dell'UE sapendo perfettamente che l'Italia non è neanche lontanamente in grado (come dimostra il continuo afflusso di immigrati clandestini a Lampedusa e gli inevitabili incidenti mortali) di pattugliare e proteggere i suoi confini. Di conseguenza , l'Italia si è rinchiusa in una rete di strutture giuridiche che rendono la scomparsa completa della nazione certa.
L'Italia ha attualmente il livello di tassazione sulle imprese più alto dell'UE e uno dei più alti al mondo. Questo insieme a un mix fatale di terribile gestione finanziaria, infrastrutture inadeguate, corruzione onnipresente, burocrazia inefficiente, il sistema di giustizia più lento e inaffidabile d'Europa, sta spingendo tutti gli imprenditori fuori dal Paese . Non solo verso destinazioni che offrono lavoratori a basso costo, come in Oriente o in Asia meridionale: un grande flusso di aziende italiane si riversa nella vicina Svizzera e in Austria dove, nonostante i costi relativamente elevati di lavoro, le aziende troveranno un vero e proprio Stato a collaborare con loro, anziché a sabotarli. A un recente evento organizzato dalla città svizzera di Chiasso per illustrare le opportunità di investimento nel Canton Ticino hanno partecipato ben 250 imprenditori italiani.
La scomparsa dell'Italia in quanto nazione industriale si riflette anche nel livello senza precedenti di fuga di cervelli con decine di migliaia di giovani ricercatori, scienziati, tecnici che emigrano in Germania, Francia, Gran Bretagna, Scandinavia, così come in Nord America e Asia orientale. Coloro che producono valore, insieme alla maggior parte delle persone istruite è in partenza, pensa di andar via, o vorrebbe emigrare. L'Italia è diventato un luogo di saccheggio demografico per gli altri Paesi più organizzati che hanno l'opportunità di attrarre facilmente lavoratori altamente, addestrati a spese dello Stato italiano, offrendo loro prospettive economiche ragionevoli che non potranno mai avere in Italia.
L'Italia è entrata in un periodo di anomalia costituzionale. Perché i politici di partito hanno portato il Paese ad un quasi - collasso nel 2011, un evento che avrebbe avuto gravi conseguenze a livello globale. Il Paese è stato essenzialmente governato da tecnocrati provenienti dall'ufficio del Presidente Repubblica, i burocrati di diversi ministeri chiave e la Banca d'Italia. Il loro compito è quello di garantire la stabilità in Italia nei confronti dell'UE e dei mercati finanziari a qualsiasi costo. Questo è stato finora raggiunto emarginando sia i partiti politici sia il Parlamento a livelli senza precedenti, e con un interventismo onnipresente e costituzionalmente discutibile del Presidente della Repubblica , che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell'ordine repubblicano. L'interventismo del Presidente è particolarmente evidente nella creazione del governo Monti e del governo Letta, che sono entrambi espressione diretta del Quirinale. L'illusione ormai diffusa, che molti italiani coltivano, è credere che il Presidente, la Banca d'Italia e la burocrazia sappiano come salvare il Paese. Saranno amaramente delusi. L'attuale leadership non ha la capacità, e forse neppure l'intenzione, di salvare il Paese dalla rovina. Sarebbe facile sostenere che Monti ha aggravato la già grave recessione. Letta sta seguendo esattamente lo stesso percorso: tutto deve essere sacrificato in nome della stabilità. I tecnocrati condividono le stesse origini culturali dei partiti politici e, in simbiosi con loro, sono riusciti ad elevarsi alle loro posizioni attuali: è quindi inutile pensare che otterranno risultati migliori, dal momento che non sono neppure in grado di avere una visione a lungo termine per il Paese. Sono in realtà i garanti della scomparsa dell'Italia.
In conclusione, la rapidità del declino è davvero mozzafiato. Continuando su questa strada, in meno di una generazione non rimarrà nulla dell'Italia nazione industriale moderna. Entro un altro decennio, o giù di lì, intere regioni, come la Sardegna o Liguria, saranno così demograficamente compromesse che non potranno mai più recuperare. I fondatori dello Stato italiano 152 anni fa avevano combattuto, addirittura fino alla morte, per portare l'Italia a quella posizione centrale di potenza culturale ed economica all'interno del mondo occidentale, che il Paese aveva occupato solo nel tardo Medio Evo e nel Rinascimento. Quel progetto ora è fallito, insieme con l'idea di avere una qualche ambizione politica significativa e il messianico (inutile) intento universalista di salvare il mondo, anche a spese della propria comunità. A meno di un miracolo, possono volerci secoli per ricostruire l'Italia."